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Arredare casa con i mobili “buoni” – Ae 36

Numero 36, febbraio 2003Nel mondo le foreste certificate sono 56. In Italia il settore sta muovendo i primi passi, come per il biologico vent'anni fa: per il momento si trovano parquet e porte e pochi accessori. A meno che…Se avete…

Tratto da Altreconomia 36 — Febbraio 2003

Numero 36, febbraio 2003

Nel mondo le foreste certificate sono 56. In Italia il settore sta muovendo i primi passi, come per il biologico vent'anni fa: per il momento si trovano parquet e porte e pochi accessori. A meno che…

Se avete deciso di arredare casa vostra solo con mobili e legno “sostenibili”, be': scordatevelo. O almeno armatevi di una buona dose di pazienza perché la ricerca potrebbe non essere così semplice.

Sulla carta esistono diverse tipologie di prodotti: mobili in quantità, parquet, accessori, porte e addirittura scale. Nella realtà, però, le cose cambiano. Dipende cosa state cercando.

Basta tuffarsi in Internet per trovare diverse aziende che producono mobili definiti “ecologici”. Questo tipo di merce potrebbe già mettervi il cuore in pace: si tratta spesso di mobili realizzati e assemblati con resine e colori naturali o senza l'utilizzo di parti metalliche, per esempio, oppure con legno riciclato. In questo caso, se vi accontentate, l'offerta è piuttosto ampia e un qualsiasi motore di ricerca potrà risolvere i vostri problemi.

Ma se i vostri criteri sono più severi e volete prodotti realizzati con legname di foreste gestite in modo sostenibile, allora dovete cercare mobili “certificati”. E oggi la certificazione più credibile è quella rilasciata dal Forest Stewardship Council (Fsc), l'unica fondata (nel 1993 in Canada) e sostenuta da associazioni ambientaliste come Greenpeace e Wwf. Tra i membri anche comunità indigene e gruppi di consumatori. I suoi criteri riguardano standard ecologici e sociali: Fsc garantisce infatti che il legno non provenga “da foreste tagliate illegalmente o aree forestali in cui vi sono palesi violazioni dei diritti umani e tradizionali, né da piante geneticamente modificate né da foreste ad alto valore di conservazione”. Per i semilavorati e i prodotti finiti viene invece garantita la rintracciabilità, che permette di risalire -e controllare- tutte le fasi di lavorazione fino alla foresta da cui proviene il legno grezzo. Nel mondo le foreste certificate sono 56, 2.252 le aziende. Numeri buoni per scegliere Fsc, anche se i prodotti certificati non sono ancora così diffusi, in Italia soprattutto. È normale: la certificazione, da noi, sta muovendo i primi passi: “È come per i prodotti biologici -conferma Edoardo Isnenghi di Wwf Italia-. Oggi si comprano nei supermercati, ma vent'anni fa, per trovarli, bisognava andare direttamente dal contadino”.

In Italia (dal 1998 esiste un gruppo Fsc nazionale) sono certificate una foresta in Trentino, la Magnifica comunità di Fiemme, e una cinquantina di aziende. Ma attenzione: la certificazione di solito copre una linea di prodotti o anche uno solo. Accade spesso, poi, che la certificazione sia attiva, ma che i prodotti di fatto non esistano, perché nessun cliente li richiede. A questo aggiungete che la maggior parte delle aziende certificate non produce mobili ma legname o semilavorati. Il vostro campo di ricerca, insomma, si restringe parecchio.

In Italia con marchio Fsc esistono due linee di parquet, porte, scale per interni, cornici, pennelli con manici in legno, un modello di letto. Ikea, il gigante svedese del mobile in serie, ha una linea di accessori.

Una possibilità è quella di farvi fare tutti i mobili, dalla cucina al comodino da notte, su misura. In questo caso l'azienda ha un nome e cognome ben precisi: Raffaele Rigato. Artigiano bolognese, è stato il primo in Italia, nel 1998, a ricevere la certificazione Fsc per la chain of custody, cioè per la rintracciabilità dei prodotti. “Ma solo un mese fa -racconta Rigato-, dopo quattro anni, è arrivato il primo cliente a chiederci espressamente mobili fatti con legno Fsc. Finora eravamo sempre noi a proporlo”. Unico limite: colori e tipi di legni utilizzabili sono condizionati dalla disponibilità -ancora limitata- sul mercato.

Cosa avrete in mano dopo l'acquisto? Fsc stabilisce percentuali minime di legno certificato, che dipendono dal tipo di prodotto. Per gli assemblati in legno massello (come i mobili) costituiti da legno massiccio e da pannelli lamellari, compensati o simili, almeno il 70% in volume del legno usato deve essere Fsc. Altri tipi di prodotti hanno percentuali più basse, che devono comunque essere riportate sull'etichetta, con il logo Fsc. Ricordatevi di controllare.!!pagebreak!!

Fazzoletti, meglio di niente
E se i mobili non li trovate, consolatevi con i fazzoletti. Sono quelli a marchio Coop, che trovate nei punti vendita della catena. In commercio dallo scorso anno, la certificazione garantisce che almeno il 30% della cellulosa utilizzata arrivi da foreste Fsc, mentre il restante 70%, assicura Coop, non proviene da foreste antiche ad alto valore di conservazione. Di recente, nella stessa linea, sono stati lanciati anche i tovaglioli e i rotoli di carta assorbente per la casa. Coop è stata la prima azienda in Italia a rivolgersi alla certificazione per il settore della cellulosa. www.e-coop.it

Pannelli ecologici, con riserva
In Italia esistono mobili che non abbattono alberi. Sono quelli realizzati in “Pannello ecologico”, marchio del consorzio omonimo: 100% legno riciclato. Al consorzio aderiscono 400 aziende (che lavorano, ogni anno, 1,3 milioni di tonnellate di legno di recupero) e alla raccolta del legno collaborano anche 800 Comuni. L'iniziativa promuove il riuso e il riciclo, ma non convince del tutto gli ambientalisti. Perché il legno riciclato potrebbe contenere prodotti tossici, come la formaldeide. Anche se, dichiara Pannello ecologico, nel prodotto finito “l'emissione di formaldeide non è rilevabile dalle strumentazioni di laboratorio”. E poi “è sbagliato pensare che non abbattere alberi sia 'ecologico' -dice Laura Secco di Fsc Italia-. Le foreste, se non sono primarie, devono essere gestite (e quindi un certo numero di alberi deve essere tagliato), altrimenti non riescono più ad autorigenerarsi”.
www.pannelloecologico.com

Il decalogo Fsc per una foresta sostenibile

l Rispetto delle norme. La gestione forestale deve rispettare tutte le leggi applicabili in vigore nel Paese interessato, i trattati e gli accordi internazionali sottoscritti dal Paese, i principi e criteri Fsc

lI Proprietà e diritti d'uso della terra e delle risorse forestali devono essere definiti, documentati e stabiliti su basi legali

lII Diritti degli indigeni. Vanno tutelati quelli relativi al possesso e alla gestione di terra e risorse forestali

lV Comunità locale e diritti dei lavoratori forestali. Vanno migliorati benessere economico e sociale

V Benefici dalle foreste. Uso di prodotti forestali per assicurare efficienza economica e benefici socio-ambientali

Vl Impatti ambientali. La gestione forestale deve conservare la diversità biologica, mantenendo funzioni ecologiche e integrità della foresta

VIl Piano di gestione. Va predisposto, realizzato e aggiornato; vanno definiti obiettivi e modalità

VIIl Monitoraggio e valutazione. Necessario per valutare condizioni della foresta, produzioni, gestione, impatti

lX Mantenimento delle foreste di grande valore ambientale e loro miglioramento

X Piantagioni. Programmate e gestite in accordo con i precedenti principi, devono fornire benefici sociali ed economici alla collettività ed essere complementari alla gestione delle foreste naturali, riducendo la pressione su di esse e promuovendone ripristino e conservazione

Non di solo legno
Non di solo legno. Il legname certificato non è sufficiente perché un mobile sia ecologico a tutti gli effetti. Per questo è in fase di elaborazione un “disciplinare” per una nuova certificazione, che prenderà in considerazione altri segmenti. Il progetto, battezzato “Mobile ecologico”, è promosso da Icea, l'Istituto di certificazione etica e ambientale di Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica) e partecipato da Associazione nazionale per l'architettura bioecologica, Demeter Italia, Associazione consumatori e utenti, Banca Etica.

Il disciplinare muove, in particolare, dalla riduzione di sostanze dannose per la salute e l'ambiente con cui spesso i mobili sono realizzati, a partire da vernici e colle. E poi, tra gli obiettivi, riduzione del materiale e degli scarti. Tutto il legno sarà certificato Fsc o in base ad altri standard di buona gestione forestale.

Il documento dell'Icea, che potrebbe essere pronto nella prima metà del 2003, dovrebbe dar vita a uno standard di certificazione volontaria delle aziende.

Come trovare i mobili Fsc
Il modo più rapido è contattare il Club per il legno eco certificato del Wwf (tel. 06-84.49.71,
www.clubecolegno.it) oppure Fsc Italia (Laura Secco, tel. 049-82.72.692, www.fsc-italia.it) e richiedere l'elenco delle aziende certificate.
Se vi interessa anche l'estero:
www.certifiedwood.org

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