Prime vittime i progetti di vita indipendente per le persone con disabilità
"Vivo sola dal 2004. In precedenza ero stata in un istituto per sei anni e per altri venti in una comunità autogestita. La vita indipendente è un'esperienza interessante e di sicuro non vorrei tornare indietro”.
Ida Sala, 57 anni, non riesce a stare ferma. È consigliere di Enil Italia (European network on indipendent living), partecipa alla vita politica di Como (alle ultime elezioni amministrative si è candidata in una lista civica) e svolge attività di volontariato.
Vita indipendente, per Ida, significa proprio questo: “Poter impostare la mia vita come voglio. Ma non faccio niente di speciale -minimizza-. Se potessi andrei più spesso al cinema, ma ho tagliato questa spesa per risparmiare”.
Vita indipendente significa poter vivere a casa propria, assieme alle persone care. Significa potersi alzare al mattino per andare a lavorare, viaggiare, coltivare amicizie e passioni. Potersi sposare con la persona amata e costruire una nuova famiglia. Un diritto sempre più spesso negato.
“I tagli ai fondi sociali hanno inciso in maniera drastica – spiega Marco Rasconi, presidente di Ledha Milano e responsabile del Centro per la vita indipendente-. Di fronte a questa situazione i Comuni tendono a stare immobili, ma le vite delle persone non possono stare in stand by”.
Elisa Vavassori ha 31 anni e non vuole più aspettare. Vive con i genitori a Carugate in provincia di Milano. Ha presentato al suo comune di residenza un progetto di vita indipendente (17mila euro all'anno) per poter andare a convivere con il suo compagno. “Abbiamo le spese da pagare e il mutuo, ma non possiamo trasferirci perché non ho modo di pagarmi un'assistente”, spiega. La sua richiesta è sempre stata respinta dal Comune per mancanza di fondi e “per non creare un precedente”, spiegano dall'amministrazione.
Nell'ambito della campagna “No ai tagli! Sì alla vita indipendente e all'inclusione nella società” Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità) ha voluto raccogliere e divulgare le testimonianze di quattro persone con disabilità per raccontare una quotidianità sconosciuta a tanti, persone comuni e istituzioni. È nato così il reportage “Racconti di vita indipendente”, visibile sul sito “Persone con disabilità” (www.personecondisabilita.it) al seguente link:
http://www.personecondisabilita.it/page.asp?menu1=3&menu2=13¬izia=4
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