Altreconomia :: La Consulta rottama lo Sblocca-Italia
Commenti Il ricorso della Regione Puglia. Il caso dell'Av Napoli-Bari
La Consulta rottama lo Sblocca-Italia

Con una sentenza depositata ieri la Corte Costituzionale ha bocciato 4 commi dell'articolo 1 della legge del novembre 2014 che Altreconomia ha definito "Rottama Italia", che limitavano il potere di opposizione degli enti locali di fronte alle grandi opere, e il ruolo delle Regioni nei processi autorizzativi.
Nel libro di Ae Tomaso Montanari, curatore del volume, lo definiva una "legge eversiva"


di Luca Martinelli - 22 gennaio 2016

La Consulta, con una sentenza depositata ieri, 21 gennaio 2016, rende evidente come il disegno della legge Sblocca-Italia sia "fuori dalla Costituzione", come sostiene l'ex vice-presidente della Corte, Paolo Maddalena, nel saggio che apre "Rottama Italia", il libro curato da Tomaso Montanari che Altreconomia edizioni ha pubblicato nel febbraio dello scorso anno. 



Maddalena situava fuori dalla Costituzione, in particolare, l'articolo 1 della legge, quello relativo ai poteri commissariali affidati all'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato in merito alla tratta Alta velocità Napoli-Bari.
Era stabilito che “in caso di motivato dissenso [rispetto al progetto] espresso da un’Amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico territoriale, del patrimonio storico e artistico o alla tutela della salute e della pubblica utilità, la questione [...] è rimessa alla decisione del Commissario, che si pronuncia entro quindici giorni”. 
La sentenza della Corte Costituzionale definisce l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, commi 2 e 4, proprio laddove "non prevede che l’approvazione dei relativi progetti avvenga d’intesa con la Regione interessata".

Il ricorso che ha portato la Consulta ad analizzare lo Sblocca-Italia era stato presentato il 9 gennaio 2015 dalla Regione Puglia.

Oltre ai due commi dell'articolo 1 già indicati, la Corte Costituzionale ne ha bocciati altri due, il 10bis e l'11. Per entrambi, si fa riferimento all'esproprio del ruolo delle amministrazioni regionali, in materia di "approvazione del Piano di ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria" e di assenza di "parere [...] sui contratti di programma tra l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) e i gestori degli scali aeroportuali di interesse nazionale".



Quello della Corte Costituzionale è il secondo "sgambetto istituzionale" allo Sblocca-Italia. L'inchiesta Sistema della Procura di Firenze, del marzo 2015, aveva contribuito a "bloccare" l'efficacia del comma 4 dell'articolo 2, quello cucito su misura per l'autostrada Orte-Mestre, per facilitare l'accesso ai benefici della defiscalizzazione, e garantire al promotore -una società dell'ex eurodeputato Vito Bonsignore, oggi esponente del NCD- un contributo pubblico di circa 2 miliardi di euro. 



Tomaso Montanari, curatore di "Rottama Italia", l'aveva descritta come una "legge eversiva", segnalando l'importanza di una "resistenza allo Sblocca-Italia [che] passa attraverso la conoscenza, l’informazione, la possibilità di farsi un’opinione e di farla valere". Il libro di Altreconomia edizioni è uno strumento valido per avviare questo dibattito nel Paese, perché -come avevamo preconizzato- gli effetti deleteri dello Sblocca-Italia si misureranno nel corso degli anni, come già dimostrano gli esempi di Bagnoli (leggi l'approfondimento di Vezio De Lucia) e delle "trivelle", cui è dedicato un approfondimento di Pietro Dommarco sul numero di febbraio di Altreconomia. 



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