Non chiederci la parola

Informazione e media Dichiarazioni discriminatorie nel 30% degli articoli

Monitorando 9 testate giornaliste nazionali da giugno 2012 a marzo 2013, l'associazione milanese mostra come esista un legame sistematico "dei rom con fatti negativi che non li vedono direttamente coinvolti", e chiede all'Ordine dei giornalisti e alla Federazione nazionale della stampa di intervenire. Scarica e leggi il rapporto 

IN PRIMO PIANO
Commenti Il caso di un ex consigliere comunale di Trento

Quegli ululati che non fanno notizia

Applausi per la squadra del Milan che lascia il campo da gioco per protestare contro i cori razzisti. Fa meno notizia invece la Cassazione che sancisce come "discriminazione razziale" le offese ai rom. Specie quando a rivolgerle sono politici.

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Interni Storica sentenza del Tribunale di Milano contro Lega e Pdl per i manifesti nella campagna elettorale di Pisapia

"Zingaropoli" è stata discriminazione

Emerge con chiarezza la valenza gravemente offensiva e umiliante di tale espressione che ha l’effetto non solo di violare la dignità dei gruppi etnici sinti e rom, ma altresì di favorire un clima intimidatorio e ostile nei loro confronti”.

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Interni Rischio xenofobia, anche secondo il Consiglio d'Europa

Razzismo, ancora emergenza in Italia

I luoghi di lavoro e i media sono gli spazi in cui si consumano le maggiori discriminazioni nel nostro Paese. Lo afferma la "Relazione al Parlamento 2011 sull'effettiva applicazione del principio di parità di trattamento e  sull'efficacia dei meccanismi di tutela" diffusa dall'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali

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Informazione e media Non sempre con risultati felici

Se i grandi media scoprono le "nostre" notizie

"La matematica è un'opinione soprattutto quando ci sono di mezzo gastronomia e moda". A pronunciare queste intriganti parole sull'espressione "chilomentri zero" è Beppe Severgnini, nota e originale firma del Corriere della Sera, graffiante ritrattista dei costumi italiani. La racconta come se fosse una vera e propria moda anche un po' "snob", con il classico linguaggio da media "mainstream" che deve farsi capire da tutti e creare opinione. E fin lì niente di strano.

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LE ALTRE NEWS
Informazione e media Giulio Sensi

Malati di pubblicità

Il mercato delle inserzioni a pagamento preoccupa i media italiani più delle vendite in edicola. Intanto, chi acquista gli spazi è sempre più “editore occulto”

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Il mezzo scandalo dei contributi pubblici ai giornali

"I finanziamenti ai giornali sono uno scandalo" si sente dire sempre più spesso. Il caso Lavitola insegna, ma tolti i contributi si tolgono gli scandali? Una riflessione "non di parte".

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Contributi diretti ai giornali: tutto come da tradizione

Più volte annunciata, la riforma del governo dei contributi diretti all'editoria non è ancora arrivata.

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La televisione non regala niente

Fioccano multe e sanzioni alle società televisive: propagandano pacchetti ad un prezzo che poi lievita.

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Berlusconi piange, le sue tv ridono

 Il day after del referendum contiene la fotografia annuale dell'informazione: mai così forti le tv del premier.

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L'informazione televisiva sui referendum è un diritto

Ennesimo richiamo alla televisione pubblica per l'oscuramente dei referendum. Ma anche le tv private, nazionali e locali, devono assicurare spazi. 

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Referendum: alziamo la voce

Politica partitica e informazione snobbano comodamente i referendum. Ma ognuno di noi può fare qualcosa di semplice. Una proposta.

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Presidenti e criminali: i predatori della libertà di stampa

Il contatore della libertà di stampa segna per il 2011 già 18 giornalisti uccisi. Il rapporto di Rsf.

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L'oligopolio fondato sulla pubblicità

Dall'Ocse nuove critiche al mercato televisivo italiano: è in mano a troppo pochi attori

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Crisi che non fanno notizia

Ci sono crisi di serie A e crisi di serie B. Alcune fanno notizia, altre no. Ecco come.

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