All'assemblea della multinazionale del 10 maggio scorso, l'azionariato critico ha chiesto conto al management di inchieste, corruzione, omissioni e sfruttamento dei territori che accolgono gli impianti estrattivi. Dalla Nigeria al Kazakistan, passando per la Procura di Milano. Poche le risposte, nell'assordante silenzio del ministero dell'Economia