Ambiente

Quanto è strategica la Orte-Mestre per l’Europa?

Venerdì scorso il CIPE ha approvato il progetto preliminare dell’"autostrada del Sole del XXI secolo",  e il ministero delle Infrastrutture l’ha presentata come un intervento che rientra nei corridoi europei TEN-T.
La Commissione europea, interpellata da Altreconomia, corregge il dicastero guidato da Maurizio Lupi: "The more direct itinerary between Orte and Mestre does not belong to any Corridor". Immediata interrogazione a Lupi del Movimento 5 Stelle (in allegato).
Qui
il nostro reportage tra Mestre e Orte del novembre 2012 (video)

Venerdì scorso il Cipe ha approvato il progetto preliminare della Orte-Mestre. Il governo italiano ha diffuso un comunicato stampa, definendo la nuova autostrada di 396 chilometri “un asse viario fondamentale per l’Italia (attualmente noto come E45), che rientra nei corridoi europei dei progetti TEN-T”, ovvero del Trans-European Transport Networks in Europe, che individua 9 corridoi infrastrutturali e intermodali considerati strategici (“core”) dalla Commissione europea.
Il comunicato stampa del ministero delle Infrastrutture è stato rilanciato dalle agenzie di stampa, e ripreso dai principali quotidiani italiani: la Orte-Mestre è diventata, per tutti, una infrastruttura strategica, il cui iter sarebbe -a questo punto- in discesa. Nonostante il costo, valutato in circa 10 miliardi di euro.

Non trovando riscontro all’affermazione contenuta nel comunicato stampa del ministero, Altreconomia ha chiesto maggiori informazioni alla Commissione europea che -al rispetto- è chiara: “The more direct itinerary between Orte and Mestre does not belong to any Corridor but to the TEN-T Comprehensive Network” (“Il collegamento diretto tra Orte e Mestre non fa parte di alcun Corridoio ma alla rete di interventi complementari alla rete TEN-T”).

 

 

 

 

Alla stessa richiesta di Altreconomia, il ministero delle Infrastrutture aveva invece risposto, ieri, che “la Orte-Mestre fa parte dei corridoi Ten come intervento di connessione trasversale tra corridoi europei (nello specifico i Corridoi 1 e Baltico)”.

Basta guardare (sotto) la mappa aggiornata pubblicata sul sito http://ec.europa.eu/transport/index_en.htm per per verificare che le città di Venezia e Ravenna sono unite "attraverso" il nodo di Bologna.

Quanto meno, il ministero ha giocato con le parole anche se in realtà il termine "corridoio" ha un significato specifico a livello europeo, da cui discende anche la capacità di attrarre o meno finanziamenti pubblici dalla istituzioni comunitarie (non a caso, come anticipato da Ae a novembre 2012, il contributo pubblico per la Orte-Mestre verrà garantito dal governo italiano, mediante sconti fiscali pari a circa 1,8 miliardi di euro, vedi sotto).

Pe documentare l’impatto ambientale dell’infrastruttura, lo scorso anno Altreconomia aveva percorso l’itinerario da Mestre a Orte in tre giorni, pubblicando un reportage “a passo lento” per raccontare un paesaggio, le sue storie e le sue persone, le stesse che quando (e se) l’autostrada si farà percorreremo in poco meno di 4 ore. Eravamo andati da Mira (Ve) ad Adria (Ro), da Cavarzere (Ve) a Comacchio (Fe) da Ravenna a Cesena, fino a Perugia e -infine- Orte. 

Sul canale di youtube di “Altreconomia” il video-reportage “Il casello incantato” di Luca Martinelli


*** (da Altreconomia 143, novembre 2012)

Quando descrive il recente provvedimento che stabilisce un “credito d’imposta per la realizzazione di infrastrutture” (dl Sviluppo bis, del 4 ottobre 2012) che abbiano un costo complessivo superiore ai 500 milioni di euro, il viceministro per le Infrastrutture Mario Ciaccia dice che la norma sarà applicabile alla Orte-Mestre. Forse perché non sarà possibile garantire al progetto contributi pubblici a fondo perduto -come ha spiegato ad Ae l’Anas- “ed è accertata […] la non sostenibilità del piano economico finanziario” dell’opera stessa, il decreto riconoscerà alla società che realizzerà l’opera “un credito d’imposta a valere sull’Ires e sull’Irap generate in relazione alla costruzione e gestione dell’opera”.  
La prima sigla indica l’Imposta sul reddito delle società (Ires), la seconda un’Imposta regionale sulle attività produttive (Irap). Una sorta di finanziamento pubblico mascherato. É un “bonus” che arriva a coprire “il limite massimo del 50% del costo dell’investimento”.
L’editorialista de Il Sole 24 Ore, Alberto Quadro Curzio, economista all’Università Cattolica, ha scritto: “Senza la realizzazione dell’opera si avrebbe un mancato introito fiscale mentre con il credito di imposta comunque ci sarà. Ed è meglio il 50% di un reddito tassabile che il 100% dello zero!”.
Un curioso criterio di scelta. A luglio 2012 il ministro perlo Sviluppo economico Corrado Passera, in un’audizione, ha spiegato che costerà 10,3 miliardi di euro. Di più, non è dato sapere.

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