Altre Economie

Il Veneto dei comitati scende in strada

Sabato 30 novembre una mobilitazione regionale "in difesa della qualità della vita" porta a Venezia comitati di tutto il territorio: una manifestazione per dire no alle grandi opere, "in difesa della qualità della vita". L’iniziativa è figlia dal digiugno promosso da Don Albino Bizzotto nell’estate 2013. Hanno aderito 170 tra comitati e associazioni.
Un piccolo dossier raccoglie tutti gli articoli di Alteconomia sulla devastazione del territorio veneto  

Un invito speciale, scrivono i Beati i costruttori di pace: "Siamo nati per vivere assieme non per diventare ricchi. La Terra va amata e coltivata per la vita, non sfruttata e violentata per i soldi. Molti non se ne rendono conto e non vogliono saperne. La crisi nella quale ci troviamo non è economico-finanziaria, è entropica. La Terra non ce la fa più a rinnovarsi".
È con queste parole che il 30 novembre l’associazione fondata da Don Albino Bizzotto ha invitato ala "Giornata di mobilitazione regionale in difesa della qualità della vita", per dire no alle grandi opere, al consumo di suolo, e dire sì alla democrazia, ai beni comuni, "per il diritto di respirare, lavorare, vivere in Veneto". L’appuntamento, sabato alle 14, è alla stazione Fs di Venezia Santa Lucia, per partire in corte attraverso il centro storico di Venezia (da Strada Nuova a San Tomà). Hanno aderito 170 tra comitati e associazioni.

La mobilitazione di sabato prosegue, idealmente, il digiuno "contro le grandi opere e il project financing" avviato nell’estate 2013 da Don Albino Bizzotto -leggi qui l’intervista di Altreconomia-, e poi continuato a staffetta su tutto il territorio regionale coinvolgendo comitati e associazioni del Veneto.

Nell’ultimo decennio, il Veneto è (stato) un laboratorio di trasformazione del territorio, con numerose grandi e piccole opere tuttora in corso di realizzazione. Noi di "Altreconomia" lo abbiamo attraversato in lungo e in largo, per raccontare -sulla rivista, nel libro "Salviamo il paesaggio!" e sul blog www.altreconomia.it/leconseguenzedelcemento– le storie dei comitati che resistono al cementificazione. Le raccogliamo in quest’articolo.

"Opzione Zero" versus Orte-Mestre | Nell’autunno del 2012 abbiamo pubblicato un reportage, percorrendo l’area che sarebbe interessata dalla nuova autostrada tra Veneto e Lazio.
A inizio novembre 2013, dopo l’approvazione del progetto preliminare da parte del Cipe, e le affermazioni del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, secondo cui l’opera sarebbe inserita in uno dei Corridoi europei della rete TEN-T, ci siamo presi la briga di chiamare Bruxelles: la Commissione europea ha confermato che l’opera non fa parte di alcun corridoio. La stessa domanda l’abbiamo posta al ministero delle Infrastrutture, ma attendiamo ancora una risposto.
  
No Valdastico NordL’autostrada è una garanzia: senza la realizzazione della A31 Valdastico Nord, la cui utilità è contestata, i concessionari vedono a rischio il controllo della ricca A4. Il primo azionista della società è Intesa Sanpaolo (da Altreconomia, febbraio 2013)

Fumane Futura e Valpolicella 2000
| In Valpolicella, tra i pregiati vigneti a una decina di chilometri da Verona, un cementificio rende l’aria pesante. La lotta dei comitati contro gli “ammodernamenti” di Cementi Rossi

Comitato acqua bene comune Belluno
| La diga della discordia è quella di Valsabbia in Valle del Mis (ma il problema riguarda però tutta la Provincia, come abbiamo raccontato più avanti nell’articolo "L’idroelettrico rompe gli argini")

No Dal Molin
| Vicenza dice no alla militarizzazione "made in Usa": si manifesta contro l’allargamento di "Site Pluto", una base sotterranea sui Colli Berici, a pochi chilometri dalla città veneta, che il governo Usa vorrebbe ora trasformare in un centro di addestramento. Gli amministratori locali indirizzano una lettera al presidente della Repubblica, chiedendo "trasparenza"

No Grandi Navi
| Dal 7 al 9 giugno 2012, a Venezia le "Giornate internazionali di lotta contro le grandi navi e le grandi opere". È promossa dal Comitato No Grandi Navi, che chiede l’allontamento delle imbarcazioni di crociera che oggi passano a fianco di San Marco. Ae a maggio 2013 ha analizzato l’impatto economico delle grandi navi che entrano nella laguna, che supera i benefici del turismo (qui, invece, un reportage dalla tre giorni "No Grandi Navi")

"Lasciateci respirare" ed "E noi?"
| A Monselice, in pieno Parco dei Colli Euganei, si concentra la più alta densità di cementifici d’Italia, 3 in 5 chilometri quadrati. Solo Italcementi ha pensato di chiudere il proprio impianto.
Intanto, l’area è interessata da un (bel) progetto di valorizzazione: la costituzione di un “Parco agropaesaggistico metropolitano tra i fiumi Brenta e Bacchiglione”, promossa dal forum locale di "Salviamo il paesaggio"

Movimento salvaguardia ambiente | Tra Marano Vicentino e Thiene (Vi) i rifiuti speciali finiscono sopra una falda che disseta 800mila persone. L’Europa chiede conto per una delle tante cave trasformate in discariche

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