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Il Passante all’attenzione di Raffaele Cantone

Opzione ZeroRe:Common e la rete europea CounterBalance hanno scritto ieri -25 giugno- al presidente dell’Autorità Nazionale Anti-Corruzione Raffaele Cantone. Oggetto: l’operazione di rifinanziamento del debito causato dal Passante di Mestre attraverso l’emissione sui mercati finanziari dei famigerati titoli Project Bond per una cifra di 700 milioni di euro

Solo un anno fa la spa pubblica CAV che gestisce il Passante di Mestre ha già ricevuto due finanziamenti: uno dalla BEI, istituzione europea pubblica al 100 per cento di cui Altreconomia ha scritto a marzo, per 350 milioni di euro, e uno di 73,5 milioni di euro direttamente da Cassa Depositi e Prestiti, società a sua volta con una partecipazione azionaria pubblica pari all’80 per cento. Per l’acquisto dei titoli finanziari legati all’opera, in quella che viene annunciata come la prima operazione italiana di project bond europei, sono in pole position cinque banche private, tra cui Banca Intesa e Unicredit.
 

Il beneficiario del nuovo finanziamento, la società Concessioni Autostradali Venete (CAV) Spa, è una società per azioni controllata dalla regione Veneto e da ANAS SpA, costituita nel 2008 con lo scopo di rimborsare a ANAS circa 1 miliardo di euro anticipato per la costruzione del Passante di Mestre e delle opere complementari. Il rimborso avrebbe dovuto avvenire attraverso il gettito dei pedaggi, ma fin da subito si è visto che gli introiti annuali erano insufficienti a ripagare i costi per la realizzazione dell’opera. Costi, è bene ricordare, che dai 750 milioni di euro preventivati inizialmente, sono schizzati nel giro di pochi anni a oltre 1,4 miliardi di euro.
 

Proprio la Corte dei Conti nel 2011 in una relazione ufficiale metteva in evidenza l’aumento spropositato dei costi, nonché l’assenza di controllo pubblico e il rischio di infiltrazione mafiosa.

Nel 2013 scoppia in Veneto il caso Mantovani e poi lo scandalo MOSE; sarà un caso, ma di fatto il principale esecutore dei lavori di costruzione del Passante di Mestre è la società Mantovani Spa, così come tra i principali soci della società Passante di Mestre scpa, il genral contractor che si è aggiudicato la gara per la costruzione del by-pass di Mestre, ci sono le stesse società consorziate con Il Consorzio Venezia Nuova coinvolto nella vicenda MOSE Sulla Mantovani spa, società fulcro del così detto “sistema Veneto”, l’indagine è tutt’ora in corso ma ormai ha già portato al pieno coinvolgimento del livello politico, con l’arresto dell’assessore regionale alle infrastrutture Renato Chisso, e alla richiesta di arresto dell’ex-governatore Giancarlo Galan, due dei principali artefici del Passante.
 

Nonostante il quadro fosse ormai chiaro da tempo, le spericolate operazioni finanziarie di CAV SpA sono state avallate dalla Giunta Regionale in carica con le delibere n. 1992/2012 e 493/2013 e dai suoi rappresentanti politici nel Consiglio di Amministrazione della società (tra questi fino a poco tempo fa anche l’arrestato Giampietro Marchese, in quota PD).
 

“Il vaso di Pandora ormai è stato scoperchiato ha dichiarato Mattia Donadel, presidente di Opzione Zero. “Quello che emerge in modo chiaro e inequivocabile dalle inchieste in Lombardia e in Veneto è che il ‘sistema’ delle Grandi Opere e del Project Financing sono pensati e strutturati unicamente per alimentare lobby politiche e affaristiche delinquenziali. Tuttavia gli arresti e i procedimenti penali in corso non fermano gli iter dei vari progetti ‘in cantiere’, e nemmeno le ricadute perverse delle opere già realizzate, prima tra tutte il Passante di Mestre” ha aggiunto Donadel.

L’emissione dei Project Bond aprirà un altro buco dopo quello provocato solo qualche mese fa dalla stessa CAV con Cassa Depositi e Prestiti e con Banca Europea degli Investimenti per altri 423,5 milioni di euro”, ha affermato Elena Gerebizza di Re:Common.
 

Per queste ragioni nella lettera al presidente Cantone si chiede conto delle attività di monitoraggio svolte sulle azioni della Regione Veneto e sull’intenzione o meno di inglobare nelle indagini dell’Autorità Anti-Corruzione le operazioni relative all’emissione di project bond, nonché, visto il coinvolgimento della Bei, sulla possibilità di promuovere un’azione di cooperazione nell’ambito del network European Partner Agaist Corruption (Epac), al fine di chiedere maggiori trasparenza alla Banca europea per gli investimenti.

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