Ambiente

Chi paga lo sconto di BREBEMI?

Fino a maggio 2015 gli utenti Telepass che percorreranno l’autostrada Brescia-Milano hanno diritto a una riduzione del 15% sul costo del pedaggio. L’offerta è destinata ad incidere negativamente sull’equilibrio del piano economico e finanziario della società, che a dicembre 2014 ha ottenuto un finanziamento pubblico di 60 milioni di Regione Lombardia. Paolo Besozzi, oggi amministratore delegato di CAL spa, il concessionario con cui BREBEMI spa ha concordato lo sconto, fino al 2013 era il consigliere delegato di Serravalle spa, che di BREBEMI spa è socia

Fino al 31 maggio 2015, la BREBEMI è un po’ meno cara. In particolare, ogni utente titolare di un dispositivo Telepass potrà ottenere una riduzione del 15% dell’intero pedaggio. Il costo elevato, 10,30 euro dalla barriera di Chiari Est al casello di Liscate lungo la Tangenziale Est esterna di Milano, infatti, è stato indicato fin dall’inaugurazione del 23 luglio 2014 come uno dei problemi del mancato successo della nuova arteria, che avrebbe dovuto collegare "direttamente" Brescia e Milano, senza passare per Bergamo come fa l’A4, e -secondo i promotori- avrebbe conquistato per questo parte del traffico che oggi corre lungo la Torino-Trieste. La BREBEMI è costata oltre due miliardi di euro.

La scelta di praticare uno "sconto", così, parrebbe andare incontro all’interesse del consumatore/utente, per richiamarlo sulla nuova autostrada A35 che corre dritta tra Travagliato (a Ovest di Brescia) e Melzo (a Est di Milano), senza deviare a Nord (passa invece per Treviglio, nella bassa bergamasca).
La scelta di praticare uno "sconto" è, inoltre, legittima, perché lo prevede -all’articolo 29- la convenzione tra il concedente (Concessioni autostradali lombarde) e il concessionario BREBEMi, che garantisce al primo la possibilità di accordare esenzioni ed agevolazioni a favore di particolari categorie di utenti, "previa autorizzazione del concedente". Nello specifico, il concedente non è il ministero delle Infrastrutture e trasporti, guidato da Maurizio Lupi, ma una società partecipata dall’ANAS e da Regione Lombardia (attraverso Infrastrutture lombarde spa).

La scelta di praticare uno sconto, pone, però, alcuni interrogativi. Perché BREBEMI spa non è un soggetto che "sta sul mercato", ma è titolare di una concessione, che ha una scadenza limitata nel tempo ed è basata su un piano finanziario allegato. In questa logica, i pedaggi rispondono a un’esigenza, che è quella di coprire i costi dell’investimento realizzato (nel caso della BREBEMI, per altro, anche se la durata della concessione è di 19 anni e sei mesi dall’entrata in esercizio del collegamento autostradale, che è avvenuta il 23 luglio 2014, la "convenzione" alla base della concessione prevede "il completo ammortamento dell’opera dopo 40 anni di gestione ovvero nel 2052", come si legge in Gazzetta Ufficiale).
Ai mancati introiti da pedaggio -il 15 per cento di sconto accordato agli utenti Telepass per cinque mesi del 2015-, così, corrisponde anche un disequilibrio nel piano finanziario dell’opera, la cui situazione economica era già in difficoltà, come dimostrano la richiesta al Governo (negata) di accedere ai benefici della defiscalizzazione e la richiesta di un finanziamento pubblico, accordato da Regione Lombardia nella misura di 60 milioni in tre anni.  

Così, ci chiediamo: chi paga (davvero) lo sconto di BREBEMI?

Lo abbiamo chiesto alla società, che però ha scelto di non rispondere alle domande di Altreconomia:

qual è il ricavo medio mensile atteso nel periodo gennaio 2015-maggio 2015, secondo il piano economico e finanziario di BREBEMI? In che modo lo sconto andrà ad incidere sui ricavi attesi? Qual è la "riduzione" degli incassi attesa dagli utenti pendolari? Qual è invece l’aumento di incasso previsto dalla capacità di attrarre nuovi utenti (pendolari e non) lungo la tratta? Quali sarebbero le conseguenze -per l’equilibrio del piano economico e finanziario dell’azienda- qualora l’attrazione di nuovi utenti (pendolari e non) lungo la tratta non dovesse realizzarsi?

Cercavamo di capire se e in che modo fosse state realizzata una valutazione adeguata, a partire da un’analisi costi-benefici.

La società fa sapere solo che tutto è stato concordato con Concessioni autostradali lombarde (CAL spa), la società partecipata da ANAS e Regione Lombardia.
Amministratore delegato di CAL (la persona che secondo ANAS potrebbe rispondere alla domande di Ae) è Paolo Besozzi, che però dal 2010 e fino al 2013 è stato vice-presidente e consigliere delegato di Milano Serravalle-Milano Tangenziali spa, società partecipata dalla Provincia di Milano (e oggi da Regione Lombardia), che è anche azionista di BreBeMi.

Restiamo in attesa di un riscontro da parte di CAL.

E alle domande già poste, ne aggiungiamo un’altra. A prescindere dallo sconto accordato, alla scadenza della concessione a favore di BREBEMI spa, l’autostrada inaugurata nel luglio del 2014 non sarebbe stata ripagata, e la convenzione prevede un "valore di subentro" pari a 920 milioni di euro. Ciò significa che chi volesse partecipare e dovesse vincere alla gare per gestire l’autostrada dal 2034, dovrà riconoscere a BreBeMi spa quasi un miliardo di euro (in questo modo, spesso, si finisce con il rendere "perpetue" le concessioni autostradali, perché è difficile trovare qualcuno disposto ad accollarsi il valore di subentro). Ci chiediamo però se a fronte dello sconto, qualora le cose dovessero andar male (e l’aumento di traffico generato non arrivasse a coprire la "perdita" legata al 15% di riduzione sui pedaggi), il "valore di subentro" sia destinato ad aumentare.

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