Ambiente / Varie

L’impronta mal distribuita

Quindici infografiche che ridescrivono la geografia mondiale in base al concetto di "impronta ecologica", ovvero della superficie di terra "produttiva" necessaria a garantire il nostro stile di vita: quello dell’italiano medio è insostenibile. Un dossier prezioso per la scuola, ma anche per consentire a ciascuno di noi di riportare il proprio "quotidiano" nel perimetro della sostenibilità 

"Attualmente produciamo 36 miliardi di tonnellate all’anno di anidride carbonica, mentre il sistema naturale è in grado di assorbirne attorno a 20. Tutti gli anni abbiamo un bilancio negativo di oltre 16 miliardi di tonnellate che accumulandosi in atmosfera fanno aumentare la temperatura terrestre con gravi conseguenze sul clima".
"l’umanità vive al di sopra delle sue possibilità perché ha un livello di consumi" -in termini energetici, e non solo alimentari- per soddisfare i quali sarebbe necessario una superficie produttiva equivalente a 20 miliardi di ettari, che è del 66% più alta di quella disponibile (pari a 12 miliardi di ettari); se suddividessimo questi 12 miliardi di ettari per i 7 miliardi di persone che abitano il pianeta, "scopriremmo che ogni abitante ha a propria disposizione 1,7 ettari. Questa è l’impronta ecologica sostenibile"; "in realtà la superficie richiesta dall’umanità è 20 miliardi di ettari, per cui l’impronta ecologica reale è pari a 2,8 ettari a testa".

Ma non basta: "Lo stile di vita degli italiani richiede 4,6 ettari a testa, un’impronta superiore a quella sostenibile di due volte e mezza".

Ecco alcuni dei dati contenuti nel dossier "L’impronta mal distribuita", a cura del Centro nuovo modello di sviluppo. Potete sfogliarlo qui sotto, oppure scaricarlo a questo link.
 

 

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